Antonio NAZZARO, Appunti dal Venezuela 2017: vivere nelle proteste

“Questo libro non intende dare una corretta chiave di lettura di ciò che sta succedendo in Venezuela, (…) vuole solo gridare e immortalare come fotografia, il dolore lacerante di chi assiste un malato terminale nell’attesa che avvenga un miracolo.”

dalla prefazione di Barbara Stizzoli                                                           

 

“02:00 p.m.

Un Paese intero da due anni in coda. La nascita del contrabbando, los bachaqueros che gestiscono la borsa nera del mangiare.

Qualcuno del Governo dice che le code sono positive perché permettono la socializzazione.

Non sono le sei, la luce del cielo è ancora addormentata come se non avesse aperto gli occhi. Ossessivo passo per il bagno e poi arrivo in cucina, come sempre riscaldo il caffè, mentre preparo quello fresco e accendo il computer. Momento solenne: apro la finestra. Voci irrompono, non si capisce bene cosa dicano, ma il tono e la violenza sono un crescendo. Sirene, arriva la polizia in tenuta anti sommossa.

Il Governo per risolvere il problema delle code vieta alla gente di accamparsi a notte fonda davanti all’entrata dei supermercati e altre misure tutte fino ad oggi finite nel nulla e già dimenticate.

Qui la memoria è un lusso perché distrae dal sopravvivere e si fa la coda.

 

09:00 p.m.

(…) Le ore d’attesa sono pacchi di farina di mais, riso, olio che spariscono in pochi minuti come la dignità.

Caracas in coda

come ti racconto quest’estetica

di code infinite come il tempo dove il marciapiede è tavola bagno e salotto

sotto un sole che imbianca il cielo mentre macchine e camioncini scorrono

spinti da moto suonanti

l’attesa di poter comprare il mangiare di sempre o rivenderlo in un

mercato nero che ha colori d’esercito e polizia

e queste bambine che hanno gli occhi dai sogni di fate e

una violenza che si muove nel ventre

e questi pantaloni corti che dal basso mi puntano

un buco nero grande come il cuore sulla fronte

l’estetica è una perdita d’umanità”

 

Antonio NAZZARO nasce a Torino nel 1963. Poeta, giornalista, traduttore e mediatore culturale. Nel 1982 vengono pubblicate le sue prime poesie in un’antologia. Si trasferisce in Messico dove si diploma come professore di lingua italiana per stranieri. Attualmente vive a Caracas. Nel 2008 diventa coordinatore del Centro Culturale Tina Modotti, ente non profit che promuove l’interscambio culturale italo-venezuelano. Nel 2013 ha scritto la prosa poetica “Odore a. Torino-Caracas senza ritorno”, libro bilingue italo-spagnolo. Ha varie collaborazioni con riviste cartacee e digitali in Italia e Venezuela.

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