Giuseppe MANITTA, Gli occhi non possono morire, Italic, 2018

“Sono immagini, sono espressioni nuove, confinate in genere in uno/ due versi; il che evita sbavature al verso, fino alla scarnificazione. (…) le immagini zampillano con suggestività impressiva, producendo, per associazione, nel lettore, nell’ascoltatore, evocazioni, visioni sue proprie e tuttavia rigenerate dalle espressioni usate dal poeta.”

(dalla prefazione di Corrado Calabrò)

Sul Breviario di Ott

II

Odora di bordello l’angolo della piazza

mentre la tenda rossa, alla finestra,

guarda i passanti

e la bimba sanguina di sogni,

Sofia.

Il Breviario di Ott è sull’altare,

ma nel giorno della Madonna

Sofia è per le strade,

con le gambe strisciate di sudore,

che si addormentano.

La cenere ricopre gli occhi

e il Breviario piange

la martire della città.

E’ mutata l’incisione,

oggi si prega il martirio di santa Sofia.

 

Il naufragio invisibile

III

Il tempo è un libro

scritto con il fango,

è sabbia fusa

incapace di solidificare.

Oggi il vento spinge i capelli

tra i muschi oltre la Montagnola

e il mio angelo feconda il tuo ventre

e poi si abbandona.

 

All’ombra dei rovi

si perde il canto di Dio.

VIII

I santi si piegano

a raccogliere sarmenti

e pietre sulla strada.

 

Poi ritorna il desiderio

dei ventri,

dei letti di paglia

e muore anche Dio.

 

Rogatio

Stamattina gli sguardi sono sporchi,

si cercano tra la sabbia caduta.

Sporca è la strada di sogni

e l’altare rotola per i canali.

E’ ghiaccio il Cristo di fra’ Umile,

porta morte,

e i sogni

s’impastano con la terra

per fare il pane.

 

Giuseppe Manitta è autore di alcuni studi di italianistica. Ha curato i volumi Carducci Contemporaneo (2012) e Boccaccio e la Sicilia (2015, 20162), inoltre si è occupato del petrarchismo cinquecentesco di Antonio Filoteo Omodei. Tra le pubblicazioni principali si ricordano: A partire da Boccaccio (Mursia, 2005, 20107); Noi e il mondo. La novella italiana da Pirandello a Calvino (Mursia, 2007, 2012); Giacomo Leopardi. Percorsi critici e bibliografici (1998-2003) (Il Convivio, 2009); Giacomo Leopardi. Percorsi critici e bibliografici (2004-2008). Con appendice (2009-2012) (Il Convivio, 2015, 20172); Mihai Eminescu e la «letteratura italiana» (Il Convivio, 2017). Ha tenuto conferenze in diverse università italiane e straniere. È caporedattore della rivista “Il Convivio” e collabora, inoltre, a varie riviste specialistiche, tra le quali “La Rassegna della Letteratura Italiana”, “OBLIO”, “Zibaldone. Estudios Italianos”. Cura la bibliografia leopardiana del “Laboratorio Leopardi” dell’Università La Sapienza di Roma. Di poesia ha pubblicato “L’ultimo canto dell’upupa” (2011, con premessa di Giorgio Barberi Squarotti e introduzione di Carmine Chiodo) e “Il giullare del tempo” (2013, con prefazione di Francesco D’Episcopo).

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