Luca ARIANO, Contratto a termine, qudulibri 2018

“Così oggi forse un poeta narratore rimane da solo, senza un reale pubblico, senza più una memoria, a fare lo stupid <<alle soglie della terra di nessuno>> abbandonata dai preti, dai comunisti, dagli imprenditori arrivisti che lasciano dietro di loro mostri di speculazione, miseria morale e materiale, abbandonata anche dai vecchi che muoiono e dai giovani che partono. Non può, a differenza del poeta lirico, invocare, simulare, cantare, anche la propria morte perché, e mi si passi il tentativo di un richiamo d’insieme, il suo contratto con l’umanità in sé e negli altri non ha termine […]”

(dalla prefazione di Luca Mozzachiodi)

 

 

Solo il tempo di guardare

le lancette di quel vecchio orologio

per accorgerti che i figli crescono.

L’hai visto lì in quella strada

che si inerpica sopra i laghi

dove il cielo si copre in un soffio

e le persiane sbattono d’improvviso.

Non riempirai il letto in una notte

e quella riga sulla pelle non la sutureranno

i profumi e i colori d’una fattoria

perché poi sempre tornerai tra case e palazzi.

Si scuote la tenda ed è l’ora di compilare

quel quadernetto di carta profumata.

*

Una cioccolata delle cinque

scemata in un aperitivo alcolico,

scambio di regali prenatalizi,

post compleanno, appena scoccata l’ora.

Tu racconti – o meglio scrivi,

le loro miserie, con tono da farsa,

ma tra un decennio, da comparsa,

potremmo diventare protagonisti.

Quelle strade misconosciute un terrapieno

nell’aria soffocante della festa.

Davanti a quel marmo non porti

nemmeno fiori finti

o una composizione di foglie secche:

avresti dovuto portare in dote un sorriso,

un volto – o che ne sai,

mani lisce, ma la tua promessa

è uno spot fuori onda.

*

L’hai fatto in quel parcheggio vuoto

con la pioggia a catinelle a battezzare

il pomeriggio, sul divano, o nel bagno

d’un ufficio ma tanto è dato per certo

che non la rivedrai nel piazzale

scendendo dalle colline in un sudore di sole.

In fondo sei sempre lo stesso che distrugge

i suoi mattoncini contro il muro;

quella convivenza quasi per gioco,

per non spegnere la luce senza un <<Buona notte>>

ma poi i nodi vengono al petto e ogni sabato

sotto quella lenzuola un altro respiro.

Ti han regalato una terra battuta da un vento

Australe – proprio verso sera,

e non sai cosa daresti per vedere tua nonna

potare le sue rose o salire sul sellino

ma l’odore di stagione lo mischi alle polveri

della città, oggi, che Bologna, con la sua babele

di portici ti rassicura nel tuo anonimo sguardo.

 

Luca Ariano è nato a Mortara (PV) nel 1979, vive a Parma. Le sue poesie sono apparse su riviste, blog e siti letterari, collabora con le riviste “clanDestino” e “Racna” ed è redattore de “Le voci della Luna”. Tra le sue pubblicazioni di poesia, “Bagliori crepuscolari nel buio” (1999), “La coda nella galassia” e “Bitume d’intorno”(2005), “la Renault di Aldo Moro” (2014), “Ero altrove” (2015). Ha curato varie antologie di poesia e ha pubblicato più libri d’artista in collaborazione.

Advertisements