Patrick Williamson – Due poesie

Luce dispersa

Cadono granelli nella luce

a raccogliersi sull’orlo del tappeto,

 

barattiamo con raggi di sole

dispersi nel crepuscolo,

 

siamo in moto perpetuo,

spargiti, effondi, guizza, e

 

curva una spazzola in ogni angolo,

raccogli il caos, prova a fermare

 

ciò che ci scrolliamo nell’ombra,

siamo strofinacci arrotolati

 

stelle sfarfallanti nell’ombra

cancellate da un chiudersi d’imposte

 

Light scattering

 

Motes in the sunlight fall

to clusters on carpet skirts,

 

let us barter with rays of sun

scattered in the twilight,

 

we are in perpetual movement,

exhale, swirl, disperse, and

 

curve a brush into each corner,

collect the hubbub, try to pin

 

down all we shed in the dusk,

we are dusters that furl,

 

flickering stars in the dusk
that vanish as the shutters close.

 

Il profondo

 

Il mare è una grande bocca, divora

la nostra ultima vulnerabilità,

 

scossi come in un globo di neve,

un mondo in un occhio, in quel momento

 

divento sale

e giaccio sulle ferite della terra

 

e lei trema di rabbia

 

devo risolvere ancora una cosa

prima di andarmene

 

sotto il globo di luce ombra

 

non siamo mai giunti a una svolta

nella vita, mai abbiamo capito

 

muti, a bocca aperta,

ci siamo seppelliti nella sabbia.

 

The depths

 

The sea is a great mouth eating

our final helplessness,

 

shaken as in a snow globe,

a world in eye, in that moment

 

I become salt

and lie on the wounds of the earth

 

and it shivers with rage,

 

I have one thing left to solve

before I go

 

under the globe of light-shade

 

we never turned a corner

in our lives, never knew better,

 

soundless, open-mouthed,

we buried ourselves in sand.

 

Patrick Williamson abita vicino a Parigi. Poeta e traduttore letterario, ha pubblicato una dozzina di opere. Le sue ultime raccolte sono Traversi (inglese-italiano, Samuele Editore, 2018), Beneficato (Samuele Editore, 2015), Tiens ta langue/Hold your tongue (Harmattan, 2014), Gifted (Corrupt Press, 2014), e Nel Santuario (Samuele Editore, 2013; Menzione speciale della Giuria della XV Concorso Guido Gozzano, 2014). Ha curato e tradotto The Parley Tree, An Anthology of Poets from French-speaking Africa and the Arab World (Arc Publications, 2012), e ha tradotto fra gli altri Tahar Bekri, Gilles Cyr, Guido Cupani and Erri de Luca. È membro fondatore dell’agenzia transnazionale Linguafranca.

Traduzione: Guido Cupani

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Lucianna ARGENTINO – Un inedito

(monologo di lui)

Ho imparato dalla pazienza dei cani a non avere lungimiranza, a stare nella forma della foglia – attimo dell’albero – dissipate le mie foglie in nidi, in pozze d’acqua o lungo i marciapiedi di strade percorse con la visione cieca di un mondo riflesso sulla retina nuda del mio cuore. Infinito il suo coefficiente di assorbimento quando il cuore di lei si stende sul mio e il tempo proclama la sua resa all’eternità dei nostri corpi – luce fatta materia.  Ho giocato a mosca cieca con la vita, ho cozzato come un insetto contro il vetro di giorni opachi e nelle mie cicatrici è fiorita una bellezza ferita che ho donato a lei quando è tornata ad abitare le mie stanze percosse dai venti, eccitate dall’odore della salsedine che spira dai miei polmoni. E lei ha cambiato il colore del mio sangue, di noi ha fatto il quotidiano da santificare, la festa nel tempo ordinario che separa e libera il nostro fare dalla compiutezza. Lo lascia a un suo felice incompiuto essere.

© Inedito

          © Lucianna Argentino

Lucianna Argentino è nata a Roma. Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: “Gli argini del tempo” (ed. Totem, 1991), “Biografia a margine” (Fermenti Editrice, 1994) con la prefazione di Dario Bellezza e disegni di Francesco Paolo Delle Noci; “Mutamento” (Fermenti Editrice,1999) con la prefazione di Mariella Bettarini e postfazione di Plinio Perilli; “Verso Penuel “ (Edizioni dell’Oleandro, 2003), con la prefazione di Dante Maffia; “Diario inverso” (Manni editori, 2006), con la prefazione di Marco Guzzi;  “L’ospite indocile” (Passigli, 2012) con una nota di Anna Maria Farabbi; il poemetto “Abele” Ed. Progetto Cultura, Le gemme 2015) con la prefazione di Alessandro Zaccuri; “Le stanze inquiete” ( Edizioni La Vita Felice”, 2016); “L’ombra dell’attesa” (Macabor editore, 2018) con la prefazione di Elio Grasso, ristampa revisionata del libro “Verso Penuel”. Nel 2009 ha pubblicato la plaquette “Favola” (Lietocolle), con acquerelli di Marco Sebastiani. Dal 2014 collabora con Acquelibere Ensemble con lo spettacolo “Almanacco indocile”.

 

Michela ZANARELLA – Un inedito

Mi innamoro ogni giorno

 

Mi innamoro ogni giorno

ad alta voce della vita

e difendo con le unghie il cielo

perché mi ha chiamato a te

come se tu fossi la fiamma di luce

del mio tempo.

Nel mio corpo esistono i riflessi

di un sole antico

ricalcato a fuoco nell’anima

è soltanto tuo il cuore

e di nessun altro

ti ho nel sangue come la sacralità

del fiato

che mi consente di cantarti il silenzio

e la dimensione di essere metà

di un sogno che passa nelle mani di Dio.

© Inedito

               © Michela Zanarella

Michela Zanarella è nata a Cittadella (PD) nel 1980. Dal 2007 vive e lavora a Roma. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: Credo (2006), Risvegli (2008), Vita, infinito, paradisi (2009), Sensualità (2011), Meditazioni al femminile (2012), L’estetica dell’oltre (2013), Le identità del cielo (2013), Tragicamente rosso (2015), Le parole accanto (2017), L’esigenza del silenzio (2018). In Romania è uscita in edizione bilingue la raccolta Imensele coincidenţe (2015). Negli Stati Uniti è uscita in edizione inglese la raccolta tradotta da Leanne Hoppe “Meditations in the Feminine”, edita da Bordighera Press (2018). Autrice di libri di narrativa e testi per il teatro, è redattrice di Periodico italiano Magazine e Laici.it. Le sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, arabo, spagnolo, rumeno, serbo, greco, portoghese, hindi e giapponese. Ha ottenuto il Creativity Prize al Premio Internazionale Naji Naaman’s 2016. E’ ambasciatrice per la cultura e rappresenta l’Italia in Libano per la Fondazione Naji Naaman. E’ speaker di Radio Doppio Zero. Socio corrispondente dell’Accademia Cosentina, fondata nel 1511 da Aulo Giano Parrasio. Collabora con EMUI_ EuroMed University, piattaforma interuniversitaria europea, e si occupa di relazioni internazionali. E’ Presidente della Rete Italiana per il Dialogo Euro-Mediterraneo (RIDE-APS), Capofila italiano della Fondazione Anna Lindh (ALF).

Valerio SUCCI – Un inedito

Dedicata a  ****

Una sigaretta per i tuoi pensieri… Toh!

 

Chiedi a me come sto, vedendo

me vivere il mare solo d’inverno

il vecchino e lo scatarro nero, ciô

 

Perché, se l’amore conquistato era in realtà uccello migratore

e l’hai superato, e sei stato bravo: il coraggio ti ha premiato, ancora non ti reggi in piedi:

ricorda che non tutti sono a rischio d’estinzione, smettila d’essere eremo…

 

Che scherno! bastarda, continui a gettare sale su una ferita tanto larga!

Tu che promettesti saresti stata madre

invece zero dettami, non ami, mi perdo ma tu non mi reclami

all’oggi manca il domani, e all’oggi una base su cui poggi:

donami la primavera, Poesia, rendimi la mia giovinezza

cura il buco nella mia atmosfera; tu, furba

ne hai fatto vanto per il tuo abito, portata via in un alito.

 

Com’è non agile amare una persona tanto fragile!

Non posso, lo sai, non posso…

 

Perché

abbandono la vita per consegnarmi all’eternità? Perché

sono già in paradiso e non in mezzo la città? Perché

 

Valerio, ti ho creato io, a mia immagine e somiglianza:

rendendoti infruibile e inconoscibile agli altri

confondibili, ti scoprono solo per sprazzi e ognuno tramite suoi tratti

chi andato in profondità, e chi saluta e va… Io sono te, te sei me

diversa purezza, ma in tutti presenti: la terra non è più la tua materia,

ma vedo che ne senti il peso, pure

più impari la mia lingua, più il tuo linguaggio si fa tetro

vorrei vederti crescere, non invecchiare…

 

La guerra da lontano si riassume giusto in bollettini e strategie

ma, impugnando una lente d’ingrandimento, noterai mille e mille

di formiche di faide individuali, per contendersi alti alveari d’altri

motivi personali. L’amore uguale: non può essere generale

ingravidare l’idea d’avere un figlio per poi dimenticare il figlio

evitare d’innamorare il mondo intero perché non sarebbe un amore sincero:

gli eroi della gente e che la gente vuole non sono i     .

 

Ma come, se ne ignoro il modo? Io, torturatore di me stesso,

ho perso cognizione di mente e cuore, mentirei se dicessi

che il dolore non è il mio protettore, giorno e notte

ventiquattr’ore la mia ossessione, e senza lui

io oggi non ti conoscerei. Sono un fiore su un cactus

uno scarafaggio dopo l’atomica…

 

Non abbatterti, il soffitto non è ancora marcito

a una donna non è arrivato il ciclo: le parole

sono già un valore, e in queste tu stai cercando ****,

la ragazza che le sa leggere, il peccato commettere, nei tuoi scritti i virus compromettere

ma né tu né lei sapete

che la stai già cantando, mentre lei nei silenzi di qualcuno:

la somma dei vostri mondi darà luogo sicuro, quindi

la bocca che bacia ora è mero ostacolo sul tabellone – falso

se affermo che ciò era solamente esperimento del sentimento?

Le altre vagine non sono tue rime, i suoi peni semplici allergeni:

infine l’atteso debutto, ma solo dopo un sostenuto allenamento.

 

Scrivendo dilati inoltre il tempo, così accade che

– Einstein sa della teoria della relatività? –

vi amate fin da ora, benché continuiate a osservare in morti fossi i vostri occhi,

nei déjà vu viene marcata la mancanza del tu, a entrambi

i finestrini mostreranno un giorno la feria gloria; non ne siete ancora consci,

di starvi amando, ma così è: il destino un piano sta tramando.

 

Ricorda la regola: porta pazienza

come ne hai avuta qui, anche qui quindi,

preparando le fondamenta della tua magna poesia,

lancia la pietra ma non levar la mano via;

la critica la musa granitica.

 

Mi fido ma

il muretto coi cocci di bottiglia rimane ancora e ancora rimane invalicato

la verità rigurgita rimorso, il meriggio non è però del tutto trascorso.

Stasera evita il rossetto rosso…

 

La notte lascia il posto a un roseo tramonto

la cicatrice non scordo non esiste sconto….

                                                                                    Cos’hai ora in mano?

 

Un braccialetto. Ho avuto un impulso d’amore

ma non scrivente, così è nato questo robo artificioso…

 

Conservalo, regalalo a ****

quando la scoprirà.

© Inedito

©Valerio Succi

Valerio Succi nasce nel 1998 a Lugo, in provincia di Ravenna. Ha vissuto a Bagnacavallo, fino a quando non ha iniziato a frequentare la facoltà di lettere moderne presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, città dove attualmente vive. Precedentemente ha pubblicato in due antologie: «Novecento non più – verso il Realismo terminale», La Vita felice, 2016 e «Nessun dannato orologio», SensoInverso Edizioni, 2015. Suoi scritti sono inoltre comparsi sulla rivista online «Atelier».

La sua opera d’esordio in versi si intitola «Primo», Terra D’ulivi edizioni, 2018.

Stella SCIACCA – Un inedito

Mi rifugio sotto il tuo rigoglioso manto

tra foglie sussultanti al richiamo del vento.

Seduta sto su fluttuanti tormenti

e all’ombra annuso fragranze di scirocco:

arancia dolce e cannella pungente,

estratto secco di origano e rosmarino,

profumo soave di bergamotto e menta.

Quando il sole si appresta al tramonto e tutt’intorno è silenzio

la mia anima come sospinta da una lieve corrente di ponente

si risveglia in un distillato fresco di palpitante speranza.

Adagiata su fervidi pensieri assisto come d’incanto

al soliloquio eterno del pettirosso muto.

© Inedito

                        © Nello Scavo

Stella Sciacca è nata a Scordia (Catania) il 13 dicembre 1976.
Laureata in Giurisprudenza, siciliana sul lago di Como, mamma.
Nel dicembre 2017 partecipa al terzo Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”, ricevendo una menzione di merito per la poesia ” Scioglierò la neve di Agosto” .
Nel giugno 2018 la poesia “Spezzate le catene di nebbia” viene inserita nel progetto Alessandro Quasimodo legge i poeti contemporanei (Aletti editore)
Nel Novembre 2018 la sua poesia “Le tenebre del cielo” viene selezionata tra gli oltre 700 partecipanti per essere inserita nell’agenda poetica “Il segreto delle fragole 2019”, raccolta curata dall’editore LietoColle.

Luca GILIOLI – Un inedito

se me lo concederai

 

apro una parentesi tonda

per tentare di specificarmi

a te, sottovoce, nella carta.

ma tu non mi leggi e restano

solo frasi di circostanza

espresse in tempi equivoci.

 

e la parentesi mai chiusa

vede la verità scomparire,

parola dopo parola, e cade

in ginocchio senza più lettere

a sostenerla. diventa un dosso

d’intenti, forse una paralisi,

forse un reprimermi, ma mai

un valico che potrò superare

senza perderti per sempre.

[…]

ho solo queste per giurare

di avere scritto meraviglie su

di te e di volertele comunque

dedicare se me lo concederai.

© Inedito

                    © Luca Gilioli

Luca Gilioli nasce il 12 dicembre 1984 a Modena. Consegue la laurea in Scienze della Cultura presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Modena e Reggio Emilia; in merito alla tesi di laurea ottiene 6 riconoscimenti in concorsi letterari nazionali, tra cui il ‘Premio 150 anni Unità d’Italia’ alla XXXIII edizione del concorso Città della Spezia e il ‘Premio speciale Frontiera’ alla IX edizione del concorso Lago Gerundo. Dall’età di sedici anni scrive poesie, con le quali riceve numerosissimi riconoscimenti in concorsi letterari nazionali. I suoi testi sono presenti oggi su quotidiani, antologie e riviste di settore: tra queste ultime «Inchiostro», «Osservatorio Letterario – Ferrara e l’Altrove», «Ellin Selae», «La Masnada», «Prospektiva», «Quaderni padovani di poesia e tecnica», «Gagarin – Orbite culturali», «Vernice» e molte altre, mentre le sue raccolte poetiche s’intitolano Orionidi (Bernini Editore, Modena, 2011) e Dodici (Edizioni Il Fiorino, Modena, 2012). In seguito al terremoto che ha colpito il territorio della ‘Bassa modenese’ nel 2012, Luca Gilioli ha curato assieme alla scrittrice Roberta De Tomi l’antologia poetica solidale La luce oltre le crepe (Bernini Editore, Modena, 2012).

Gianfranco CURABBA – Un inedito

A sezioni unite 

A sezioni unite e a valle

s’incastra l’onda che travasa

l’età di ognuno, indaga

ciò di cui veniamo nominati

impostura o un  filo di parole

obbligate a stare lì in fila

reali come gli attimi l’uno dall’altro.

La pena pazienza è stato il mio corpo

un dondolo per le scimmie o una pittura

a cui dare un’occhiata come il suo viso.

© Inedito

               © Gianfranco Curabba

Gianfranco Curabba è nato a Partinico nel 1962. Laureato in Scienze Politiche nel 1993 presso l’Università degli Studi di Palermo.

Diploma e borsa di studio per la ricerca scientifica in “Potere Costituente e Revisione Costituzionale”, 1995/1997 presso Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe” di Palermo.

Ha pubblicato  “Come la neve”, Edizioni Divinafollia, 2013; “Scrittura privata” Ed. Aletti, 2016; e “Senza dannose attrazioni”, Intermedia Edizioni, 2017. Le sue poesie sono presenti in alcune antologie e hanno ricevuto riconoscimenti di critica.