Nina NASILLI – Tre inediti

vólti lacerti

 

e siamo vólti lacerti

insicuri

anche dell’ombra

nel caso di notte

 

ma le valve ignare

del verso dell’onda

non temono

di farsi anche duna

coi rami franti e i sassi

e i sassi ai rami inserti

 

una distesa di sabbia: una duna

lì, sulla spiaggia incolta

– duna di valve, rami franti

sassi e sassi ai rami inserti

 

non teme Natura

un peso di giudizio

e siamo noi, gli incerti

del cosmo

fatti col sale del pavore

a gravare la sua nobile indifferenza

della nostra grandiosa inutilità

 

e intanto io non so

(e non lo so dire)

come trascorrano gli anni

 

 

de la terra

 

(a caschémo, in tèra

cofà e fòje, e su chéa tèra ea pianta

ea resta, in tèra: vèrta)

e de-cidiamo come le foglie

sulla terra, e la pianta resta

e si staglia

 

un brano di sole

altrove che splende

senza abbagliare, e scalda

tra le zolle bruno-soffice di questa terra

arata, La Calpestata:

è lì che vi germoglia infine un rinnovato eterno

– un virgulto d’eterno –

che è l’ala agile di un passero sorpreso

(pare minore, eppure è perfetto)

 

e tutto il verde che non appare

celebra

in silenzio

la festa del proprio compimento

 

nasceva dall’ombra
dolce
anche la nostra bellezza interiore
al buio
questo im-perfetto – era anfratto – di un bosco
dove le foglie quasi s’involavano
a cielo
– ma fermo, tutto

un campo d’autunno sottraeva all’azzurro
la chiarità della luce e vi poneva sul dorso

un incanto

d’ambra olivastra e scintille brevi d’oro brunito:

il cielo dissolto
non vi opponeva la sua divina resistenza

lì grado a grado si ergeva
nel volo sorpreso d’attesa
un canto
nero, una sommessa preghiera
protetta dalla delizia del suo prezioso manto

bisbigliavano tra loro le frasche
pudiche
soltanto, tenue
un cenno di cinguettio alludeva alla gioia tenera

del sole che non era a giorno
e neppure sera

la nebbia, coltre di silenzio e pace
imbeveva dal muschio l’antro molle
e caldo che ci custodiva
mentre il tuo respiro alato
concepiva fondando
il nostro glorioso mistero

 

 

ché tra gli altri talenti

non la lingua o l’arte taumaturga

ma il dono della profezia

sposa la terra

desiderata

al suo Nome perpetuo

 

congedo

 

(lontano, un balzo di balena al largo

nessuno lo sa, resta morto

anche il mare

ma, se lo dici, anche piano, io lo vedo

o lo posso sognare)

 

dell’imbarcazione che solca le onde

intuire la forma

per la luce che la riluce e la splende

e un baluginio qua e là ne tocca

qualche dettaglio

un rostro, un paranco, una cromatura

che assapora il moderno

o del legno di miele o rosso

una lucida levigatura

una modanatura

ma senza esperienza alcuna

della barca, che non esiste

eppure è viva sul mare che sta arando

con la sua schiuma l’onda che incontra

e il ritorno dell’onda se non deborda

 

e ha premura di porto, perché lo sa

come Ulisse lo sa

che senza approdo non si riparte

e riposa il navigante

sfama la sua parte sociale

in un illuso istante amicale

che si aggruma attorno al brodo

col pane

 

ma è solitario ogni viandante

(lo è il poeta in scrittura

che non si ferma: o si perde

tra i rumori rumorosi degli altri

i baccani

i pettegolezzi

i rovi dell’inutilità quotidiana

questa agitata vanità, con le spine)

 

tra le mani la penna, il timone

l’impronta accaldata della pelle

di chi ieri ti dormiva accanto

© Nina Nasilli

 

           © Renzo Carnio

Nina Nasilli vive e lavora a Padova, dove si è laureata in Lettere classiche e ha avviato il laboratorio-studio “Atelier Interno 7”.

Ha pubblicato i libri di poesia: Imperfezioni moleste. E oltre (Il Prato, 2008), TRA.DIS.CO trame di disprezzo coerente e licantropo (Book Editore, 2010), Oasi criptate (con M. Gadenz e P. Garofalo, Il Foglio Letterario, 2012), Parabola d’amore (racconto in versi per il teatro, Book Editore, 2012), al buio dei nodi anfratti (Book Editore, 2016, Premio Internazionale di Poesia “Città di Marineo 2016”) e Tàşighe!, in dialetto veneto (Book Editore, 2017, 2a ed. 2018, Premio speciale del pubblico “Premio Pontedilegno” 2018, vincitore del “Premio San Vito al Tagliamento” 2018-19). Per i tipi di Book Editore è in corso di pubblicazione il volume di poesia Prossimità, la cui uscita è prevista per l’autunno 2019. Ha curato, tradotto dal latino e illustrato con 50 disegni originali il volume Dittochaeon (Doppio Nutrimento) di Aurelio Clemente Prudenzio (Biblioteca della Fondazione “Pina Giuffrè”, Book Editore 2018).

è pittrice e ha tenuto importanti mostre in Italia e all’estero.

Per la sua attività artistica e poetica ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui, nel 2013, il Premio ciceroniano “Città di Arpino”.

Ha al suo attivo diverse pubblicazioni d’arte: dalle raffinate edizioni del “Pulcinoelefante” e delle “Edizioni del Nido” ai libri artistici So che sei bella, anima mia! (Il Prato, 2008) e Uovo nudo (Book Editore, 2013), alla cartella d’arte Il cielo oggi non sta in piedi (Book Editore & Stamperia Barbato, Venezia, 2014).

Dirige per Book Editore la Collana d’arte “parolatracciaparola” e la Biblioteca del Vernacolo “foglie e radici”.

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Federico PREZIOSI – Tre inediti

Fingi il lessico delle parole astruse

io ci metto il fard

i colpi di spazzola e l’iPhone

all’occorrenza uno stacco

una voce su una carta spieghettata

due righe su un post it.

 

Non capisci la postura

il vintage la lingerie

l’intreccio del vimini sul sacro difetto.

 

Ho disseminato ogni oggetto in un vano

senza polvere.

 

I tappeti lo sapranno dire

ne terranno conto.

 

*

 

abbracciati i detriti, commutate le organze

ho dita incrociate porgendo ai rimandi

gli annali presagi, in sostanza le vene

che il vento cospira scopandole intere.

Se nelle cancrene analgesico è il porto

l’impasse di lenzuola ha ormoni di scorta

su idiote folate, su chili di fame

sta qui reiterato il quid in cui cadi

sui segni dei seni che afferrano amplessi

sui crini dismessi che annusano i cani.

 

*

 

un attimo sciolta

tra i notturni solchi. Sul gelo

le scale assorte contemplano

quel mistico bagliore. il solo.

Si inarcano voci che nude

fagocitano piedi. Non sentono

il marmo le piante

e non vibrano gli alluci. Qualcuno

li immagina di cartapesta

con le punte disossate e vuote.

Invece nere sono come le notti

le tue bianche e le mie d’inverno.

Le ginocchia celano frutti

dietro l’inferno e in certe fiamme

mi sento consumare come

ardere le viscere del giorno.

La carne viva violenta L’acume morto!

seduta sui dissapori e le intemperie.

la muta prigione di questo anfratto

seminudo. il corpo. E il mattino

non arriva se non a sprazzi. Tumefatto

il credo cala. sulle mie chiome rase.

 

Federico Preziosi nasce ad Atripalda (Av) nel 1984. Ha studiato Musicologia e Beni musicali presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, laureandosi in Estetica e Filosofia della musica con una tesi su Béla Bartók. Suona il basso negli “Slow Motion Genocide”, con i quali ha pubblicato l’omonimo ep e un disco, Unculture.

Vive in Ungheria dove insegna lingua e cultura italiana a Budapest. Alla poesia si è avvicinato grazie all’incontro con Armando Saveriano. Nel 2017 pubblica il suo primo libro, Il Beat sull’Inchiostro, slam poetry che ritrae l’odierna società utilizzando robuste dosi di sarcasmo, irriverenza e tanta schizofrenia.

Ha ottenuto alcuni importanti riconoscimenti all’interno di importanti contest nazionali.  Nel 2019, pubblica “Variazione Madre” (Controluna).

 

 

 

Alina RIZZI – Tre inediti

Nell’ora nona
calavano le ombre del giorno
si protraeva
il lavorio instancabile delle ipotesi
sotto maschere adunche
che tornavano
dopo l’assoluzione del sonno
e si disponevano
devote a riti oscuri
all’eterno mormorio sommerso.

*

Decise di ritrarsi
dai giorni liquefatti
dalle figure pensanti
che sfiancavano le notti
spalancate sul vuoto
e il silenzio più estremo.
Decise di tornare
ma rivestita di pelle
per riconoscersi ancora
in quel malore stantio
che spezzava quieto
le linee del volto.

*

Dalla cima degli anni osserva
incredula e già pentita
viandanti che non sono più tornati
da cui attendeva improbabile
un cenno d’assenso.
Ciò nonostante ora va delineando
una perfezione di gesti
oltre il rito usurato
di movimenti essenziali
liberati dal silenzio.

© Alina Rizzi

Alina Rizzi è nata a Erba (CO). Giornalista e scrittrice, si dedica da sempre a realizzare iniziative rivolte alla valorizzazione del mondo femminile. Ha vinto premi letterari e partecipato a diverse antologie, tra cui quella americana LA DOLCE VITA (Running Press). Ha pubblicato AMARE LEON da cui il regista Tinto Brass ha tratto il film “Monamour”, i romanzi PASSIONE SOSPESA e DONNE DI CUORI, COME BOVARY e SCRIVIMI D’AMORE . La drammaturgia in versi NATASCHA E IL LUPO nell’antologia IO E L’ALTRA, i volumi di racconti BAMBINO MIO e PELLE DI DONNA . In versi: ROSSOFUOCO, IL FRUTTO SILLABATO, LA DANZA MATTA , ARITMIE, e diverse plaquette. Il suo blog è costruzionivariabili.blogspot.it

 

 

 

Franco MANZONI – Un inedito

Turbamento di speranza    

 

ah com’è tristamaro

quando un tempo mi trovai

senza motivi o giuramenti

nella carne tua cruda carne

luce d’occhi fianchi seni

pronunciando risa aderenti

lungo la tangenziale fiaccolata

nominante abitazione intensa

linda ricompensa di stazione

partenza dorsale d’obiettivo

giacente inferno sulla lingua

dicevi senz’astio lenta

nel malessere dei secoli

“prendimi intera comprendimi”

chiedendo certa di danzare aperta

stretti sul posto sopra il mare

non dolendosi di vento e polvere

“saziatene più dell’abbastanza”

coi lividi del temporale sulle ciglia

sigillandomi le tempie in fine

per nostra cara uscita di stanza

resa arresa schiava figlia

di un dolce turbamento di speranza

 

© Inedito

 

Franco Manzoni, nato a Milano nel 1957, da oltre trent’anni è una firma del “Corriere della Sera”.

Ha pubblicato numerose sillogi poetiche tra cui Imperatore!, Esausto amore, Totò, Padania, Verso la seta, Faccina, Lettere dal fronte, Figlio del padre, En sombra del grito, Casa di passaggio, In fervida assenza.

Nel 2018 è uscita per l’editore Eikon di Bucarest l’antologia bilingue Înger de sânge/ Angelo di sangue. Del 2018 è anche il suo saggio critico “Femminea estasi – Sulla poetica di Gabriella Cinti” (Algra Editore).

Fabrizio DALL’AGLIO – Un inedito

Il volo di Icaro

 

Voi non sapete cosa sia il sole

né l’aria che gli spinge la quadriga

né il fuoco che ne infiamma le narici

ai cavalli di Apollo, non sapete

che il cielo si spalanca su una sfera

dove la notte e il giorno si dileguano

e il tempo si racchiude in un istante

che non comincia e che non può finire.

Io lo conobbi nel mio solo volo,

quando sentii sciogliersi la cera

alle mie ali, e sentii che il vento

mi ruggiva alle spalle un freddo fuoco

e vidi il mare levarsi all’orizzonte

con un’unica onda, la suprema

che mi raccolse infine tra le spire.

Voi non sapete quale immensa gioia

fu il volo senza ali che concluse

il mio tragitto. No, non ci fu caduta,

salivo con il mare in cima al carro

e fui nel fuoco che ci dà la vita.

© Inedito

Fabrizio Dall’Aglio è nato a Reggio Emilia nel 1955. Tra le sue raccolte ricordiamo Quaderno per Caterina (1984), Versi del fronte immaginario (1987), La strage e altre poesie (2004), Hic et nunc – con una prefazione di Mario Luzi  (1999) – premio Montale e premio Ceppo Proposte, L’altra luna (2006) e Colori e altri colori (2014) – premio Camaiore. I suoi libri sono stati tradotti e pubblicati in Spagna, Slovenia, e Romania. Attualmente è in corso di pubblicazione la raccolta Selected Poems, nella traduzione di Alessandro Gentili e Thomas MacCarthy, per Edizioni Gradiva di New York.

Giacomo PICCHI – Due inediti

La grandezza non conta

nell’algebra delle dimensioni.

 

Un granello accanto a un atomo

rallenta nell’introspezione

pendula vertigine scrosciante

traghetta colline di possesso

sconfinando tra lunghissimi passi

di fine sepoltura rotta

nei fossi segnati dal maggio

disteso nel suo eccesso.

 

Ticchettare è la passione

una goccia di sudore

una borsa ritagliata

a dipingere vetrine.

 

*

 

Sopra tavole di legno scartato

le tue orbite nel grembo

sono dolore modesto

nel vorticoso scorrere

di fardelli d’attenzione.

 

Gli angeli ti guardano arrembati

alla maiolica laccata – è uno specchio

che gronda gli interrogativi

una gocciola per volta.

 

Così è leggera questa spremitura

di creta sugli scudi

che un granello di polvere la crepa

se non lo devia

un caldo soffio di fiducia.

 

Ogni dubbio è un bruscolo

che volteggia nella luce

la vita è respirarne una manciata

mentre non ti accorgi

che anche la polvere

è solo aria macinata.

© Inediti

Giacomo Picchi è nato nel 1987 a Figline Valdarno (Firenze) e vive a Pavia.

Si è laureato in Scienze Politiche presso la Facoltà Cesare Alfieri dell’Università di Firenze.

I suoi versi sono già stati pubblicati su riviste online e cartacee.

Lucia TRIOLO – Tre inediti

Un punto nelle parole

 

C’è un punto

nelle parole

riservato alla morte

uno scandalo fragile

silenzioso

che poche lingue conoscono

 

lì sfregiati

ci destammo

dissotterrammo

i corpi come ascia di guerra!

Un piede dopo l’altro

 

raccogliemmo

le cose

i soffi

le ore

 

ciò che mancava

si riempì

di noi

 

Sillaba

 

Io sono il mio primo libro

sono anche l’ultima utopia

in mezzo

non so

qualcosa di simile a una sillaba

che come un uccello

urtava la voce

contavo i granelli di

polvere che

mi davano vita

Non seppi mai (di)

essere madre né figlia

né carne

di una parola.

 

L’azzardo è nella metamorfosi.

 

I peccati

 

I peccati indossano calze

trasparenti e

parlano di freddo ai piedi

Credevo di averli raggiunti

agguantati per le caviglie
Sbagliavo
Mi ero imbattuta in gambe furiose
sui piedi di un’altra
in bilico tra falcate di peccati teneri
appena nati
incapaci di parole cocenti
I miei erano
senza più parole
a togliersi le calze roche
che indossavo ieri
mentre ti sposavi

mentre io

mentre

io

© Inediti

 © Lucia Triolo

Lucia Triolo è nata e vive a Palermo, nella cui Università ha insegnato Filosofia del diritto. Il suo impegno come scrittrice di poesia è recente, ma intenso: ha al suo attivo diverse sillogi poetiche nel triennio 2016-18. “L’Oltre me” (G.A. Edizioni), “Il tempo dell’attesa” (Il Fiorino Edizioni), “Metafisiche rallentate” (Bibliotheka Edizioni 2018), “Dedica” (DraWup Edizioni 2019). “E dietro le spalle gli occhi” (La Ruota Edizioni, Febbraio 2018) le è valso il premio Amelia Rosselli al Premio Città di Conza della Campania 2018. Numerosi i riconoscimenti di rilievo. Alcune sue poesie – di cui una anche in traduzione spagnola- sono apparse nel Febbraio u.s. sulla rivista Atelier Web.