ANDREA BASSANI: Lechitiel, Terra d’ulivi Edizioni, 2016

Tacciono sotto metri di terra                                                                                          lechitiel-a-220x320

gli antichi tesori templari,

qui tra le rovine della pieve

che pervade con le sue radici

tutti i campi circostanti.

 

Questa notte sarai a Firenze

(me lo hai scritto stamattina in uno striminzito sms):

tu là nel mondo dell’ontologia,

io qui, sui monti della metafisica.

 

E fuggirei da te

con la barba incolta e il volto sporco da eremita,

ma non farò un passo

oltre questi boschi che mi difendono.

Vuoi sapere cosa faccio tutto il giorno?

Castro la volontà di cercarti

e reprimo il desiderio di vederti,

fino a che la mia mente

non avrà archiviato faldoni, fotografie,

carte geografiche, immagini storiche di un passato glorioso.

E tu stanotte mangerai, riderai, scherzerai,

farai l’amore con uno sconosciuto

per occultarti la verità. Io no.

Io starò qui, davanti al fuoco,

a consolare la tua povera anima.

Andrea Bassani nasce a Bergamo nel 1980 e vive a Pistoia. Ha pubblicato "Amore Androgeno", Ed. Imedea e la plaquette "Mare", Pulcinoelefante, 2006.

Andrea Bassani nasce a Bergamo nel 1980 e vive a Pistoia. Ha pubblicato “Amore Androgeno”, Ed. Imedea e la plaquette “Mare”, Pulcinoelefante, 2006.

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Poezie italiană contemporană: Rita R. Florit

florit

Rita R. Florit trăiește la Roma. A publicat ”Lezioni inevitabili”, Lietocolle 2005. Textele sale sunt prezente în antologii. Video-poeziile, poduse de autoare însăși, au fost prezentate în festivaluri din Italia și din străinătate. Rita R. Florit este și autoare de texte pentru teatru-dans și instalații. Poezia ei a fost tradusă în franceză, engleză, spaniolă și punjabi.

Caută  în adînc vei găsi rana

de a trăi cu inima devorată

strînsă  lărgită umflată  în sânge

până când supliciul dictează curgerea

Caută  în mijloc vei găsi cheia

potecilor secrete calcifiate

opriri pe viae crucis innoroiate

cînd  fața căzută în mocirlă

a fost declarată de neiertat

a fost scutită de orice datorie

mai caută  în punctul exact

dureros de crudă plăcere

să picuri o emblemă de aripi desfăcute

să parfumezi zdrențele cărnii

nu încă larvă inertă

nu încă trandafir nocturn ofilit

caută  în fine în amintirea ta

de trecute viitoare universuri

dendrite recompuse din dorința

de a revedea stelele din infern.

*

Noaptea înaintează grăbită

passo

Textele traduse în limba română fac parte din volumul ”Passo nel fuoco”, Ed. d’if, 2010

somnul anihilează corpul vindecă

mă desface mă răsfoiește mă înfioară

paralizează picioarele încetinește

inima buimăcește apoi prinde

iat-o că resimte breșa

dorința ce înmoaie carnea

mușcă și continuă.

*

Îmi torturez versul

într-o mie de pâraie mă lichefiez

nu știu decât să gem și să tac

să mă scufund și să ies la suprafață

să sufoc umbra care mă atacă

să stâng și să prind

și în tine să cad

cad din nou iubire fără inimă

în centrul exact al florii mele.

trad. Eliza Macadan

Elio Scarciglia: Tre valli, uno sguardo, Terra d’ulivi Edizioni, 2016

copertina-elio“(…) Ho voluto accanto alcuni amici, presenti con i loro testi, nella prefazione, all’inizio delle sezioni e alla fine di quest’opera; l’interno del libro rimane appositamente senza parole poiché il silenzio della montagna e dei suoi boschi è un tacere composto dai suoni e dai rumori della natura stessa.”

Elio Scarciglia

 

“(…) Saremmo quasi indotti a credere di essere stanchi della complessità del nostro tempo, dei ghirigori sconfinati degli hinterland, delle province di calcestruzzi e plastiche e laminati. E proprio nessuno potrebbe darci torto. Ma non è ciò che Elio Scarciglia ci ha detto. in questi cortilli come nelle pietre squadrate dei muri, nelle rare grottesche, nell’intervallo tra radure e boschi, tra sorgenti e alvei, c’è il segno di saperi tanto ribaditi quanto quelli apparentemente lievi e lirici degli elementi. Tra aria e acqua, tra pietra e luce, senza possibilità di equivoci, ci sono erudizione, eredità e tecnica. Esattamente come nella camera oscura che le ha fatte rivivere”.

dalla prefazione di Marco Conti

 

Eredità

(…) noi siamo a valle

sedimenti del tempo  soffi di voce

i tetti vibrano appena

all’ombra di chiome rosse

(ma noi abbiamo il potere

di riscaldare l’aria con l’amore

fino a calor bianco)

e questa luce

che sommerge d’ipercromia

e il nitore di neve sulle cime

fremito d’angeli nascosti

mentre gli alberi tengono il conto dei giorni

ecco un oggi-frutto  un domani-gemma

i tanti ieri-foglie cadute

 

(le nervature replicheranno in terra

Il loro stampo invisibile)

 

mentre arrossa la montagna

batte il cuore del mondo

l’aria schiumeggia  nel torrente

sembra dipinta

Annamaria Ferramosca

Mia LECOMTE: Al museo delle relazioni interrotte, LietoColle, 2016

Imboscata

(Lugano, Riva Paradiso)

                                         à mon papamia-lecomte-al-museo-delle-relazioni-interrotte-copertinapiatta

Le ossa le hanno frantumate per ultime

sono stati impegnati forni e torchi

contro la tua più intima ipotesi refrattaria

dai piedi poi ti hanno rovesciato nell’urna

versato a testa in giù come un pesce-clessidra

oltre il foro lungo un unico peso sottile

la tua urna è un animale di trucioli

chiodo a chiodo è stata progettata per questo

simulare silenziosa un gigantesco nitrito

sul ripiano a scacchiera della tua libreria

per tenere nascosta nel legno la cenere

in armi chiusa in pancia

agguerrita la poesia nel cavallo

spodesta ancora la stanza

mia_lecomteMia Lecomte vive tra Roma e Parigi. Poeta, autrice di narrativa, di testi per l’infanzia e di teatro, tra le sue pubblicazioni più recenti si ricordano la raccolta poetica Intanto il tempo  (La Vita felice 2012) e il volume di racconti Cronache da un’impossibilità (Quarup 2015). Svolge attività critica ed editoriale nell’ambito della comparatistica e in particolare della letteratura transnazionale italofonona. Collabora all’edizione italiana de “Le Monde Diplomatique”. E’ ideatrice e membro della Compagnia delle poete: http://www.compagniadellepoete.com

Martina Germani Riccardi: Le cose possibili, InternoPoesia, 2016

Invito alla lettura

“Martina Germani Riccardi canta la sorpresa dell’essere, del sentire, dello stare insieme alle cose del mondo. La sua è una scrittura che genera, dove tra sbalzi e tuffi in profondità, ogni cosa diviene specchio dell’interno con l’esterno, del niente con il tutto, dell’universo con se stessa. Con grazia e leggerezza Martina ci porta alla continua ricerca della matrice, dell’attimo che tiene dentro tutto il tempo. E lo fa senza orpelli concettuali o filosofici, come un piccolo oracolo pop rock, con una voce contemporanea e fresca, che chiama la vita e mette a fuoco ogni dettaglio del giorno.  In questo canzoniere del bene c’è una sincerità senza veli, una semplicità mai macchiata dalla retorica, ogni trovata non è mai fine a se stessa, in ogni piccolo gioco batte il gioco grande della vita con le sue passioni e i suoi dolori, con le mancanze e le conquiste…”

dalla prefazione di Valerio Grutt

La nota biografica dell’autrice e una presentazione del progetto si trovano al seguente link:

https://www.produzionidalbasso.com/project/le-cose-possibili/

Le cose possibili

gli altri mi entrano ed escono dal cappuccio
senza riuscire a prendermi
senza trovarmi, mentre
sto correndo
forte, fino
a toccare acqua
per lasciar nuotare un biglietto
libero
che dice
io ti voglio
tra le cose possibili

*
madre nel senso di madre
se scrivo di te, non so che verbi usare.
li trovo e li perdo
mi trovo e mi prendo
la vita che mi hai dato.
tu continua a cercare
quello che stai cercando.
potremmo tornare solo quando
avrai fatto pace
*
ti ho persa cento volte.
con un dolore moltiplicato
che canta
nel silenzio.
e le risposte
mancate per sempre.
buttate nel mare che ci piaceva tanto
e tanto abbiamo cercato.
ti ho persa senza odio e senza
farlo apposta.
tu dici le circostanze
io dico le persone, dico
non mi assolvo mai.
vorrei le prove
le tracce
dell’amore, le molliche
del pane che abbiamo fatto
e fatto finire

Francesca SERRAGNOLI: Aprile di là, LietoColle, 2016

Sotto i miei occhi

francesca-serragnoli-aprile-di-la-copertinapiattasotto a un velo

di lana Istanbul

libera le strade come

lievi strisce d’acqua

trasportata da ogni scatto

suono, lamento

ero la luce bruciata

l’infinito spento di una vita

adagiato nel canale come una foglia

ero il pasto del Natale dei poveri

di me mangiavo il dono della vista

bevevo bottiglie di quasi notte

pieno il petto, l’aria in pezzi

come un insetto girato di schiena

osservavo il blu

lasciavo morire il movimento

e quelle luci i bottoni

aperti nel petto oscuro

toccavo quei muri

come un volto d’uomo

dalla rapida luce che si sdraia

nella notte, adesso.

E nessuno spegnerà il declino meraviglioso.

francesca

Francesca Serragnoli (Bologna, 1972) – è laureata in Lettere Moderne e in Scienze Religiose. Ha lavorato presso il Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna fino al 2007.

Ha pubblicato le raccolte “Il fianco dove appoggiare un figlio” (Bologna, 2003, nuova edizione Raffaelli, 2012) e “Il rubino del martedì” (Raffaelli, 2010).

Collabora con il Centro Studi Sara Valesio. E’ perfezionanda presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna.

Rita PACILIO: Prima di andare, La Vita Felice Edizioni, 2016

Quando sono qui non ho parole                             prima-di-andare-367483
lascio fuori il mio uragano
incustodito, lascio a casa

la rabbia di cenere e carbone,
la tua bestemmia
pronunciata in basso, fino allo scorno
persuadendo il vizio dell’amore.

Le ore e i giorni ci portano contro
ci scontentano la vita, il letto,
questa miserabile ombra che scende
prima del tramonto, prima dell’inedia.

Certo non lo fai apposta ad andare via
fanno così le persone anziane, senza
speranza, fanno come te quando ti bagni
gli occhi e poi scompaiono naturalmente.

“Prima di andare” è un lavoro poetico composto da coordinate emozionali e razionali che si intrecciano in una relazione indissolubile e, talvolta, inconsapevole, attraverso un reticolato in versi di alto ed elegante livello stilistico e linguistico. Rita Pacilio, studiosa dell’essere umano e dei contesti psico-sociali, confessa la vita di una donna anziana che, grazie al ricordo del suo amore, tiene in vita la memoria del mondo. Diverse le tematiche sottese tra scienza e coscienza: la solitudine e la frustrazione dell’ammalato, l’indifferenza sociale, la dimenticanza correlata ad alcune patologie cliniche che mettono a dura prova quella parte del cervello che custodisce la memoria a breve e a lungo termine e, inoltre, l’amore, in tutte le sue forme, amore come vera e unica motivazione di vita. Il testamento simbolico e spirituale è per l’umanità intera: il dialogo interno, momento di ascolto delle crisi dell’esistenza, controlla gli stati d’animo replicando le gioie del passato, i‘pensieri automatici e gli errori senza commiserazione o distorsioni autolesionistiche e costruisce valutazioni adeguate che facilitano il processo di rielaborazione. Cinque lettere d’amore e trentanove poesie, suddivise in quattro sezioni – Ti scrivo dal mio niente, Guardare il vento, sapere il vento, Riaffiorare, Nel posto dove volano gli uccelli, in cui vengono mostrate accuratamente la caducità delle cose e la permanenza dei sentimenti.
(dalla quarta di copertina)

ritaRita Pacilio  è nata a Benevento, sociologa, mediatore familiare e dei conflitti interpersonali poeta, scrittrice, collaboratore editoriale si occupa di poesia, di critica letteraria, di metateatro, di letteratura per l’infanzia e di vocal jazz.

Pubblicazioni di poesia

  • “Luna, stelle…e altri pezzi di cielo”; Edizioni Scientifiche Italiane – Prefazione Felice Casucci  – anno 2003
    ·        “Tu che mi nutri di Amore Immenso” Silloge Sacra Nicola Calabria Editore (Patti, ME) Prefazione Padre Domenico Tirone settembre 2005
    ·        “Nessuno sa che l’urlo arriva al mare” Nicola Calabria Editore (Patti, ME) Prefazione Felice Casucci settembre 2005
    ·        “Ciliegio Forestiero” LietoColle collana Erato maggio 2006 – Nota M. Camelliti
    ·        “Tra sbarre di tulipani”  LietoColle collana Aretusa giugno 2008 – Nota M. Camelliti
    ·        “Alle lumache di aprile” LietoColle  collana Aretusa giugno 2010 prefazione A. Rigamonti e postfazione G. Linguaglossa
    ·        “Di ala in ala” (Pacilio – Moica) LietoColle  collana Aretusa febbraio 2011 Prefazione Dante Maffia.
    ·         “Gli imperfetti sono gente bizzarra” La Vita Felice novembre 2012 – Prefazione Davide Rondoni
    ·        “Il cigno del lago” Pulcino Elefante di A. Casiraghi 8 aprile 2013
    ·        “Quel grido raggrumato” La Vita Felice gennaio 2014
    ·        “Il suono per obbedienza” Marco Saya Edizioni, 2015
    ·        “Prima di andare” La Vita Felice, 2016
  • Discografia: ‘Infedele’ Splasc(h)Records; ‘Altri versi in jazz’; ‘Jazz in versi’.
    ·        Coordinamento in sala di registrazione del Cd ‘Gramaglie e frattaglie’ di Fortuna Della Porta’
    ·        Coordinamento artistico in performance poetico/teatrali

Pubblicazioni di narrativa

  • “Non camminare scalzo” Edilet Edilazio Letteraria – Narrativa – Prefazione Raffaello Utzeri e nota critica Giorgio Linguaglossa novembre 2011

Pubblicazioni di letteratura per l’infanzia
·       “La principessa con i baffi” Scuderi Edizioni, 2015