Nicola ROMANO – Un inedito

SUI LENTI PASSI

 

Siamo rimasti chiusi

dentro un giardino pensile

tra le piante cresciute

a clorofilla e smog

e fu lì che sporgenti sui bastioni

dispiegavamo storie mai svelate

piccoli segreti quotidiani

noti soltanto

a qualche astro lontano

Sui lenti passi

ambrati di tramonto

affioravano antiche solitudini

nonchè rimpianti

da tirare fuori

dalle tasche interne d’un passato

impossibile – lo sai – da rimediare

Ma eravamo quel che siamo stati

su strade di pulviscoli e di sole

ed in quell’ora pensile sapremo

le cifre d’un curioso rendiconto

anche se noi saremo

in contumacia

© Inedito

Nicola Romano risiede a Palermo, dove è nato nel 1946. Giornalista pubblicista, collabora a quotidiani e periodici con articoli d’interesse sociale e culturale. Con opere edite ed inedite é risultato vincitore di diversi concorsi nazionali di poesia.

Alcuni suoi testi hanno trovato traduzione in esperanto e su riviste spagnole, irlandesi e romene. Nel 1997 ha partecipato, su invito, ad incontri di poesia in Irlanda, con lettura di testi a Dublino, Belfast, Letterkenny e Londonderry. Nel 1984 l’Unicef ha adottato un suo testo come poesia ufficiale per una manifestazione sull’infanzia nel mondo svoltasi a Limone Piemonte. Con il circuito itinerante de “La Bellezza e la Rovina” ha partecipato a letture insieme a noti poeti italiani.

Tra le sue ricerche, particolare attenzione ha prestato ai poeti Vittorio Bodini, Raffaele Carrieri, Leonardo Sinisgalli, Giorgio Caproni, Alfonso Gatto.

Attualmente dirige la collana di poesia dell’editrice palermitana “Spazio cultura”.

Ha pubblicato diverse raccolte di poesia, l’ultima delle quali porta il titolo “D’un continuo trambusto” (Passigli editori, 2018) con la prefazione di Roberto Deidier.

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Lucianna ARGENTINO – Un inedito

(monologo di lui)

Ho imparato dalla pazienza dei cani a non avere lungimiranza, a stare nella forma della foglia – attimo dell’albero – dissipate le mie foglie in nidi, in pozze d’acqua o lungo i marciapiedi di strade percorse con la visione cieca di un mondo riflesso sulla retina nuda del mio cuore. Infinito il suo coefficiente di assorbimento quando il cuore di lei si stende sul mio e il tempo proclama la sua resa all’eternità dei nostri corpi – luce fatta materia.  Ho giocato a mosca cieca con la vita, ho cozzato come un insetto contro il vetro di giorni opachi e nelle mie cicatrici è fiorita una bellezza ferita che ho donato a lei quando è tornata ad abitare le mie stanze percosse dai venti, eccitate dall’odore della salsedine che spira dai miei polmoni. E lei ha cambiato il colore del mio sangue, di noi ha fatto il quotidiano da santificare, la festa nel tempo ordinario che separa e libera il nostro fare dalla compiutezza. Lo lascia a un suo felice incompiuto essere.

© Inedito

          © Lucianna Argentino

Lucianna Argentino è nata a Roma. Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: “Gli argini del tempo” (ed. Totem, 1991), “Biografia a margine” (Fermenti Editrice, 1994) con la prefazione di Dario Bellezza e disegni di Francesco Paolo Delle Noci; “Mutamento” (Fermenti Editrice,1999) con la prefazione di Mariella Bettarini e postfazione di Plinio Perilli; “Verso Penuel “ (Edizioni dell’Oleandro, 2003), con la prefazione di Dante Maffia; “Diario inverso” (Manni editori, 2006), con la prefazione di Marco Guzzi;  “L’ospite indocile” (Passigli, 2012) con una nota di Anna Maria Farabbi; il poemetto “Abele” Ed. Progetto Cultura, Le gemme 2015) con la prefazione di Alessandro Zaccuri; “Le stanze inquiete” ( Edizioni La Vita Felice”, 2016); “L’ombra dell’attesa” (Macabor editore, 2018) con la prefazione di Elio Grasso, ristampa revisionata del libro “Verso Penuel”. Nel 2009 ha pubblicato la plaquette “Favola” (Lietocolle), con acquerelli di Marco Sebastiani. Dal 2014 collabora con Acquelibere Ensemble con lo spettacolo “Almanacco indocile”.

 

Pasquale DI PALMO, La carità, Passigli 2018

“La carità – e la poesia che in essa cerca la sua ultima ragione di esistere – è una sfida radicale al nostro vuoto, alla nostra ignavia, alla nostr stanchezza epocale, è la forza che ci rimette in gioco, che ci rilancia, come poveri funamboli del quotidiano, verso i rifiuti della città e verso il vento dell’impossibile, verso la luce dell’inafferabile, verso quel silenzioso ‘rintocco di campana’ che nasce tra le pieghe dei momenti più imprevedibili, verso a vita ‘sempre più invivibile’ eppure bella e gloriosa nella sua feroce assurdità, nella sua disarmante fragilità, nella sua tragica, immensa follia.”

dalla prefazione di Paolo Lagazzi

Mattia

Ecco dov’è andato Mattia,

il cui vero nome era Matija Ferenčak.

Ѐ morto venerdì non lontano dal mio ufficio,

al Policlinico San Marco, a 63 anni.

Era riuscito a fuggire dal suo paese

durante la guerra dell’ex Jugoslavia

guidando un’auto con targa tedesca

insieme a madre e figlia. Era colto,

Mattia, docente di pittura all’Accademia,

nonché facoltoso commerciante.

Gli avevano sequestrato tutto e, dopo essere

approdato in Spagna e Grecia, si era stabilito qui,

una ventina di anni fa. Barba

e aspetto d’orco, si esibiva

in Piazza Ferretto con una marionetta

in frac, capelluta, un po’ retrò,

che suonava il sax dimenandosi.

Regalava ai bimbi palloncini

che gonfiava a forma di spada o fiore.

“L’uomo dei palloncini” lo chiamavano.

Stamattina ho letto sul giornale

che aveva comprato un appartamento

in via Forte Marghera e aveva la licenza di artista

ambulante. Era benvoluto da tutti.

Forse andrò alle sue esequie.

 

© Pasquale Di Palmo

Pasquale Di Palmo (Lido di Venezia, 1958) ha pubblicato le raccolte di poesie “Quaderno del vento” (Stamperia dell’Arancio, 1996), “Horror Lucis” (Edizioni dell’Erba, 1997), “Ritorno a Sovana” (Edizioni L’Obliquo, 2003), “Marine e altri sortilegi” (Il Ponte del Sale, 2006), e “Trittico del distacco” (Passigli, 2015 – premi Ceppo Pistoia e Alda Merini). Inoltre, è autore di varie plaquette illustrate da artisti, tra i quali Walter Valentini e Pablo Echaurren. Sue poesie sono apparse in numerose antologie e riviste, tra cui «Nuovi Argomenti», «Paragone» e «Poesia». Ha stampato i saggi “I libri e le furie” (Joker, 2007) e “Lei delira, signor Artaud. Un sillabario della crudeltà” (Stampa Alternativa, 2011). Ha curato e tradotto diversi volumi, tra cui opere di Artaud, Corbière, Daumal, d’Houville, Gilbert-Lecomte, Huysmans, Metz, Michaux e Radiguet. Ha inoltre curato “I surrealisti francesi. Poesia e delirio” (Stampa Alternativa, 2004), “I begli occhi del ladro di Beppe Salvia” (Il Ponte del Sale, 2004), Neri Pozza. “La vita, le immagini” (Neri Pozza, 2005), “Saranno idee d’arte e di poesia. Carteggi con Buzzati, Gadda, Montale e Parise di Neri Pozza” (Neri Pozza, 2006), “Album Antonin Artaud” (Il Ponte del Sale, 2010). Collabora all’inserto culturale Alias del quaotidiano Il Manifesto.