Angelo GACCIONE, Spore, Interlinea, 2020

“Esatti come proverbi, i componimenti di questa nuova raccolta possono cogliere alla sprovvista anche chi da tempo segue e apprezza l’opera di Angelo Gaccione. Non viene meno la tensione etica che, fin dall’epoca del sodalizio con Carlo Cassola, ha sempre rappre­sentato un elemento riconoscibilissimo nella vicen­da dell’autore, sia pure nella continua escursione tra generi e linguaggi differenti. In Spore però la dimen­sione civile assume una cadenza più familiare, quasi intima, come se il lungo dissidio fra le origini calabresi e la conseguita milanesità – e a Milano, ricordiamolo, Gaccione ha dedicato alcune delle sue pagine più im­portanti – si fosse finalmente assestato sul crinale che sta tra attesa e memoria, tra rievocazione elegiaca del passato e scommessa caparbia su un futuro che tar­da ad avverarsi.”

(dalla presentazione di Alessandro Zaccuri)

 

C’era una volta un occhio

che aveva un solo orbo.

 

Vedere tutto a metà

fu la fortuna sua.

*

La vecchia che mi aspetta sul cantone

è mia madre.

 

Non ti farà domande.

Non farle domande anche tu.

 

Baciala sulla fronte per me.

*

Partirono di buon mattino

e si diressero ad est.

 

Nessuna felicità li sorprese

per strada, ma il sole.

*

Se la vostra anima è nera,

il vostro verso sia,

limpido più del cristallo.

 

Conosce il valore della luce,

solo chi ha toccato,

il fondo della notte.

*

Hanno percorso i nostri stessi passi,

e consumato i sassi della via.

 

Posiamo i piedi dove li hanno messi,

dove si son fermati noi sostiamo.

 

Hanno teso la mano,

questo vi sia d’esempio.

 

Hanno innalzato muri,

questo vi sia di monito.

Angelo Gaccione è nato a Cosenza. Narratore e drammaturgo, ha pubblicato numerosi libri di saggi, racconti, fiabe, aforismi e testi teatrali. Fra i più noti ricordiamo: Il sigaro in bocca, Manhattan, L’incendio di Roccabruna, La striscia di cuoio, Disarmo o barbarie (assieme a Carlo Cassola); L’immaginazione editoriale. Personaggi e progetti dell’editoria del secondo Novecento (assieme a Raffaele Crovi); il best seller Lettere ad Azzurra. A Milano ha dedicato quattro libri di successo: Milano, la città e la memoria; La città narrata (tre edizioni); Poeti per Milano; Milano in versi. Dopo un lungo silenzio editoriale, nel 2013 Gaccione ha pubblicato tutto il suo teatro in un unico volume Ostaggi a teatro. Testi teatrali 1985-2007, in cui compaiono testi come Tradimenti, La Porta del Sangue, Stupro, Dal fondo, Pathos, Single, Hermana, La sedia vuota, La seduta, ecc.; e un’elegante edizione aggiornata di Milano città narrata per mesi fra i libri più venduti dedicati a Milano. Nel 2016 è uscita la raccolta di riflessioni e pensieri Il lato estremo e ha curato assieme a Giorgio Colombo Intervista a Pier Paolo Pasolini.Torino 1961. Nel 2017 per il centenario della nascita dello scrittore ha curato il carteggio Cassola e il disarmo. La letteratura non basta e pubblicato un delizioso volume di fiabe dal titolo L’orologio di mastro Hanus. In poesia molto apprezzata la sua raccolta Lingua Mater (in lingua dialettale con testo italiano a fronte). Notevole il suo impegno civile espresso anche attraverso un’ampia produzione saggistica. Vive e lavora a Milano dove, da diciassette anni, dirige il giornale di cultura “Odissea” a cui collaborano prestigiose firme della cultura italiana ed internazionale.

Tiberio CRIVELLARO – Tre inediti

In silenzio mi ritirai

all’ombra di quel

supremo dolore.

 

Obliata da propano,

l’ineluttabile mi chiamò

a comporre versi nella

sabbia per Robinson

e Venerdì

 

*

 

Migliaia su migliaia

il vento e la sua scia

staffila acque, terre, monti

concimando naufraghe menti

sulle spiagge clonate dalla

silente morte, torba oscura.

This clonic eart che striscia

enuncia inutili preghiere.

E bye bye da la purple house

favorevole al non sense wordshed.

 

Vi sto bisbigliando, ancora,

ripetendo per l’ultima volta,

quanto l’Europa galleggi nei

suoi liquami, dai passati furti.

Accadiamo nel tempo che si apre

e chiude nelle soglie mobili

colpevoli di baratri e acquitrini.

Noi.

Va e viene l’ossigeno precario

tra i gas ottomani e quelli nei

cieli di Allah. Di quali armate

culturali ci siam serviti? Ora sof/

focati. La parola non conquista, in/

dietreggia ricattata dans cimetières,

dalle tante vittorie di Pirro.

 

Prostrati deliriamo benesseri,

piegati da motori grippati nel tempo.

reduci salvati spesso da fiere donne.

 

*

 

Osservo nella realtà dell’ancora

,/ che in superficie affonda nella

morsa acquea con l’istinto di neg

oziare ancora nel segno avveribil

e/. l’infernalità del punto forte d’

appoggio, giù nella profondità tra

sabbie e antichi resti umani dove

l’inganno è per sempre. E dunque,

nocchiero magistri, nell’avvistare

il diciottesimo verso, sappi nel

maestrale il Capitano è Mistral.

Lui che viene dal nord, comanda

Colore, Foresta, Marlin e Iena. E,

la rotta non è avvertibile se, nella

secca, ogni uncino non trova ap/

pigli per respirare. E qui, in apnea

chiudo la Dunhill per non oltrepass/

are il diciotttesimo verso……………..

© Tiberio Crivellaro

Tiberio Crivellaro è nato in provincia di Padova nel 1955. Nel 1991 pubblica la prima raccolta, Per lingue peregrino, (Calusca Edizioni), finalista al Premio Diego Valeri. Nel 1992, Improvvista tra tinte madrepore, Silloge Edizioni, Premio Medusa Aurea a Roma. Nel 1995, la raccolta Per alito frutto diventi, finalista al Premio Camposampiero. Con la raccolta Scomparsa delle lucciole, Book Editore, 1998 (con una nota di Roberto Sanesi), vince il Premio Il Ceppo D’Argento. Nel 2005, sempre con Book Editore (nota di Alberto Bertoni), Dialogo con il silenzio. La città dei necrologi, con sette acquerelli dell’artista Claudio Granaroli, nel 2007, presso Signum Edizioni d’Arte. Nel 2011, Senza perdere la tenerezza, con la prefazione di Sergio Zavoli e una nota di Vincenzo Guarracino, Manni Editore. Nel 2018, Luceafarul, prefazione di Giancarlo Ricci, New Press Edizioni, Como. Nel 2019, L’albero teoretico, CLEUP Edizioni, Padova. E’ presente in numerose antologie in Italia e all’estero e ha tenuto diverse conferenze e partecipato a numerosi convegni e congressi internazionali. Nel 2002 ha tenuto lezioni e letture presso la Mc Gill University di Montreal. Sempre a Montreal, nel 2003, è stata messa in scena la sua opera teatrale Blu di Prussia (un dialogo tra Thèo e Vincent Van Gogh). Collabora al quotidiano La Sicilia, al settimanale L’Altro Giornale Marche e alle riviste internazionali, Borromeo (dell’Università Kennedy di Buenos Aires) e alle argentine Cita en las diagonales, De Inconscientes. E’ anche autore di arte visiva.

Vincenzo GUARRACINO – Tre poesie

Nel solstizio d’estate

ad Angelo e Rosella Maugeri

 

Si potrebbero leggere le radici

i movimenti ansiosi che

si disegnano

quando è assente il pensiero

 

ma la vita non è assente col tempo

ed è pensiero di

radici

e per sempre ha radici

senza ansie

 

col sole poi l’anno in

questo canto di stazioni

cresciute

non si scorda

o il sì esatto di ogni minuto

 

l’amore è un vino che

migliora

 

(21 giugno 1980)

 

 I.

 

Quieti laghi, lucciole

sfarinate sulle gote come baci

reticenti di dolcezze,

che la sete sollecita al solstizio,

per l’erta degli orti appari

nell’ipostasi del nuoto, vuota,

ampolla desiata, di rossori

 

VI.

 

e i corpi si rifugiano nell’ombra

con gelido senso minerale

ma è vasta la casa che il vento

alimenta

e forse la voce si inceppa

e l’atleta attraversa d’un balzo

la piazza

ed è già morto –

 

resta in fondo la stanza

che conduce a libertà

irta di insopportabili timori

come una luna avvolta d’acqua

 

e così si tendono le reti

molti vetri si spezzano

e le terre sentono la lotta

nel loro vuoto

 

Tratte da “Dieci inverni”, Book Editore (1990)

 

Vincenzo GUARRACINO, poeta, critico letterario e d’arte, traduttore, è nato a Ceraso (SA) nel 1948 e vive a Como.

Ha pubblicato, in poesia, le raccolte Gli gnomi del verso (1979), Dieci inverni (1989), Grilli e spilli (1998), Una visione elementare (2005); Nel nome del Padre (2008); Ballate di attese e di nulla (2010).

Per la saggistica, ha pubblicato Guida alla lettura di Verga (1986), Guida alla lettura di Leopardi (1987 e 1998) e le edizioni critiche di opere di Giovanni Verga (I Malavoglia, 1989, Mastro-don Gesualdo, 1990, Novelle, 1991) e di Giacomo Leopardi (Diario del primo amore e altre prose autobiografiche, 1998).

Oltre ciò, l’edizione dell’autografo comasco dell’Appressamento della morte (1993 e 1998), e l’antologia Giacomo Leopardi. Canti e Pensieri, 2005.

Ha inoltre curato il carteggio Leopardi-Ranieri (Addio, anima mia, 2003), il romanzo di Antonio Ranieri, Ginevra o l’orfana della Nunziata (2006), le novelle milanesi di Verga Per le vie, 2008, Libro delle preghiere muliebri di Vittorio Imbriani (2009) e Amori di Carlo Dossi (2010).

Ha curato le traduzioni dei Lirici greci (1991 e 2009), dei Poeti latini (1993), dei Carmi di Catullo (1986 e 2005), dei Versi aurei di Pitagora (1988 e 2005), dei versi latini di A.Rimbaud, Tu vates eris (1988), dei Canti Spirituali di Ildegarda di Bingen (1996), del Poema sulla Natura di Parmenide (2006) e l’antologia Poeti Latini cristiani dei primi secoli (2017).

Vernalda DI TANNA – Un inedito

Una sete agli occhi cucita

con punti cardinali è un sale

che stride sangue nell’iride

è un filo che si fa

spasmo – il vapore dischiude

le gemme e un respiro nasce

presto, troppo presto nascoste

le vene giocano al buio, morbide

e spericolate alla carne offrono

silenzio. Solo silenzio.

 

Chiede muta la terra un altro giro

screpolata in venature di smeraldi

sintetici scorre la natura è una giostra

che scroscia siccità e sali

per acqua ad ogni foglia. Toglie

il suo cappello il contadino dal trattore

scende, impreca contro Giuda: ha una fame

scura che si stende ad ingiallire il grano.

 

Questa fame vien presto detta sete.

© Inedito

 © Vernalda Di Tanna

Vernalda Di Tanna (Vasto, 1997) studia Lettere Moderne all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti. Ha partecipato con i suoi versi a premi e concorsi letterari dove ha ricevuto segnalazioni di merito e menzioni d’onore, è stata finalista di alcuni premi letterari, le sue poesie sono state pubblicate su clanDestino. La sua opera prima è “Poesia: le nostre vite in versi…” (Linea Grafica editrice, 2013). Scrive racconti brevi e recensioni di poesia (di recente sul blog di poesia della RAI ha recensito Lawrence Ferlinghetti.

Sergio GALLO – Un inedito

Ecatèo di Abdera

 

Fanciullo vagava Ecatèo

l’autarchico, scolaro di Pirrone

tra boschi di lecci, pini, ulivi

per strade, campi, radure;

in faglie, calanchi, grotte

a picco sul mare e lungo

ghiaioni e lidi sabbiosi

sul delta del Nestos, in cerca

di frammenti di Leonidi, Liridi,

Cignidi, Perseidi: sciami

 

di meteoriti piovuti dal Cielo

probanti la comune origine

degli dei dell’Olimpo

e delle divinità egizie;

l’eredità d’una superiore

oriunda civiltà dello spazio.

Utopia che poi s’incarnò

negli Iperborei, isolani

del Nord pii adoratori

di Apollo. Già intuiva

 

fra le stelle del Firmamento

le supergiganti azzurre

essere le più incandescenti,

le nane rosse del Cetaceo

che minacciò Andromeda[1],

soggette a improvvisi

incrementi di splendore…

 

Erano tempi in cui gli alunni

aspiravano a superare i maestri:

quelli del più remoto passato

Omero, Esiodo, Orfeo… e quelli

del presente o di cui rammentavano

i padri dei padri: Protagora

Leucippo, Democrito, Anassagora.

 

[1]    Cetaceo… Andromeda: riferimento all’antica costellazione di Cetus, la Balena, raffigurante il mostro marino che minacciò di divorare Andromeda, prima che fosse salvata da Perseo.

© Inedito

© Sergio Gallo

Sergio Gallo è nato a Cuneo nel 1968 e risiede a Savigliano (CN) dal 1982. È laureato in Farmacia presso l’Università di Torino e lavora come collaboratore di farmacia.

Ha pubblicato: Pensieri d’amore e di disastro, Tipografia Saviglianese 1991, La giostra di Venere, Mario Astegiano Editore 2003, Canti dell’amore perduto, puntoacapo, Novi Ligure 2010, Pharmakon, puntoacapo, Pasturana 2014; Corvi con la museruola, Lieto Colle 2017; Beccodilepre – poesie sulla montagna 2006-2018, puntoacapo, Pasturana 2018.

Ha vinto il Premio «Giacomo Leopardi» (2006), il «Nuove Lettere» (2010) e il «Guido Gozzano» (2013); ha ricevuto il II Premio sempre al «Gozzano» (2010), il terzo al Premio «L’alberodirose» (2016); è stato finalista per l’inedito al Premio «Astrolabio» (2013), al Renato Giorgi (2015) e al Gozzano (2014, 2015).

Finalista al Premio Fogazzaro (2017) al Città di Acqui (2018) e al premio Astrolabio (2018) per la sezione poesia edita.

Suoi versi sono apparsi su La clessidra, Pagine, Le Voci della Luna, Il segnale e in diverse antologie, tra cui: L’impoetico mafioso e Oltre le nazioni, a cura di Gianmario Lucini, Edizioni CFR 2011; Poesia in Piemonte e Valle D’Aosta, a cura di Emanuele Spano e Davide Ferreri, puntoacapo Edizioni 2012; Cronache Da Rapa Nui, a cura di Gianmario Lucini, Edizioni CFR 2013; l’Almanacco Punto n.5, puntoacapo 2015; Bankruptcy a cura di Ivan Pozzoni, Limina Mentis 2016; l’antologia americana International Authors, Emanations 2+2=5, a cura di Carter Kaplan, Brookline, Massachusetts, 2015; Il Fiore della poesia italiana, Tomo II – I contemporanei, puntoacapo 2016; Dieci anni – Vol I, a cura di Ivan Pozzoni, Limina Mentis 2017; Noi, spettri, a cura di Ivan Pozzoni, Limina Mentis 2018. Hanno scritto di lui, tra gli altri: Mauro Ferrari, Ivan Fedeli, Alessandra Paganardi, Beppe Mariano, Alfredo Rienzi, Cristina Raddavero.